Chi vede per la prima volta un limone di Procida di solito fa la stessa faccia: è molto più grande di quello a cui è abituato, con una buccia spessa e una parte bianca — l'albedo — abbondante. Non è un difetto: è esattamente la ragione per cui sull'isola si usa in un altro modo.
Perché è diverso
Il limone dell'isola ha una parte bianca spessa e non amara: dolce, spugnosa, commestibile. È da questa caratteristica che nasce l'uso locale, mentre nei limoni comuni quella parte si scarta.
La forma e la dimensione hanno fatto sì che venisse chiamato anche «limone pane», per la consistenza della sua parte interna.
L'insalata di limoni
La preparazione tipica è l'insalata di limoni: il frutto viene affettato con tutta la parte bianca e condito in modo semplice. È un contorno fresco, che accompagna bene il pesce, e uno dei sapori più riconoscibili dell'isola.
È anche un buon esempio della logica della cucina procidana: si usa quello che c'è, e non si butta la parte che altrove si scarterebbe.
Dove lo si incontra
Il limone dell'isola compare in cucina, ma anche nei prodotti che se ne ricavano e nei banchi di frutta locale. Fa parte del paesaggio agricolo di Procida quanto la macchia mediterranea di Vivara fa parte di quello naturale.
È una di quelle cose che si notano solo se si sa che ci sono: dopo, si riconoscono ovunque.
Provate l'insalata di limoni almeno una volta: è il modo più rapido per capire che cucina è quella di Procida.
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