Vecchio Isolotto di Vivara, Procida
Il Vecchio Isolotto di Vivara, Procida

Procida è la più piccola delle isole flegree, nel golfo di Napoli, e la sua forma irregolare non è casuale: è il risultato della sua origine vulcanica. Sapere questo cambia il modo in cui si guarda l'isola camminandoci.

L'origine vulcanica

L'isola appartiene all'arcipelago flegreo e deve la sua conformazione all'attività vulcanica dell'area: i profili curvi che si riconoscono lungo la costa sono i bordi superstiti di antichi crateri.

Il caso più evidente è Vivara, collegata a Procida da un ponte pedonale: è un cratere vulcanico semisommerso, di cui resta emerso solo l'arco esterno. Guardarlo dalla costa è il modo più immediato per capire com'è fatta tutta l'area.

Difendersi dal mare

Per secoli il mare, per Procida, è stato soprattutto una minaccia. Terra Murata nasce come cittadella difensiva contro le incursioni saracene: il borgo fortificato più alto dell'isola, chiuso dentro le mura, con il Palazzo d'Avalos a dominarne il profilo.

È il motivo per cui la parte alta dell'isola è anche quella più antica e più densa di storia: si costruiva dove ci si poteva difendere.

Vivere di mare

Marina Corricella racconta il capitolo successivo: il borgo marinaro più antico dell'isola, con le case dei pescatori dipinte in ocra, rosa e azzurro che scendono ad anfiteatro sul porticciolo.

L'identità marinara di Procida è rimasta anche nelle sue feste: la Sagra del Mare, con l'elezione della Graziella, è legata proprio a questa storia.

Due borghi, due epoche: Terra Murata per difendersi dal mare, la Corricella per viverci. Tenerlo a mente rende la passeggiata sull'isola molto più leggibile.

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