Procida è stata Capitale Italiana della Cultura, prima isola a ricevere un titolo che fino ad allora era andato soltanto a città. Per un'isola di quelle dimensioni è stato un riconoscimento fuori scala, e ha lasciato qualcosa che si vede ancora.
Perché ha fatto notizia
Il titolo di Capitale Italiana della Cultura viene assegnato ogni anno e di norma premia città con un patrimonio artistico consistente. Assegnarlo a un'isola piccola e abitata come Procida ha spostato l'attenzione su un'idea diversa di cultura: quella di una comunità, non solo di un insieme di monumenti.
Il messaggio è passato anche fuori dai confini nazionali, e ha portato sull'isola un pubblico che prima si fermava alle isole più note del golfo.
Cosa ha lasciato
L'eredità più concreta è l'attenzione: Procida è entrata negli itinerari di chi visita il golfo di Napoli, e non solo come gita di mezza giornata da Napoli o da Ischia.
Per l'isola questo ha significato più visitatori, ma anche una maggiore consapevolezza del proprio patrimonio: i borghi, l'abbazia, la memoria marinara.
Come viverla oggi
Il modo migliore di raccogliere quell'eredità è visitare l'isola con il tempo che merita, invece che nelle poche ore tra un traghetto e l'altro: restare almeno una notte cambia completamente l'esperienza.
Terra Murata, l'Abbazia di San Michele Arcangelo, Marina Corricella e Vivara sono i quattro punti che, messi in fila, raccontano perché quel titolo è arrivato qui.
Se avete due o tre giorni, Procida restituisce molto più di quanto la sua dimensione lasci immaginare: è esattamente il punto che quel riconoscimento voleva sottolineare.
Una base sull'isola, non solo una gita — Bamboo Procida
Bamboo B&B con la colazione in terrazza, Bamboo House e i bilocali de La Zagara con cucina: tre soluzioni in tre zone diverse di Procida, tutte comode e ben collegate.